“ Si scrive ciò che si sente e si vive. Si scrive con tutto il proprio essere. E’ la sola maniera di essere onesti, di essere se stessi”.

Ivy Compton-Burnett

domenica 30 giugno 2013

ESPOSIZIONI



DONNE 2.0 
Sguardi contemporanei sul mondo femminile
mostra fotografica - Accademia di Belle Arti GALLI - Como
aprile 2012 

I Miei Primi Vent'Anni
1986-2006
(Fotografie di Alina Rizzi, stampate in bianco e nero manualmente, su pannello di legno, e caramelle)
 

Accademia Galli, Como   



TACCUINI d'artista
Esposizione collettiva - Ass. culturale LE ARIE DEL TEMPO
BIBLIOTECA BERIO, Sala Lignea, Genova
febbraio 2007
e poi
STEDELIKE AKADEMIE VOOR BEELDENDE VORMING
Harelbeke, Belgio
TU SEI UNO
di Alina Rizzi




Le Arie del Tempo



Alt! Il Corpo e' Mio
mostra

testimonianze delle artiste
nell'annno delle Signore 2008
(a cura di Donatella Airoldi e Mavi Ferrando)



Due opere di Alina Rizzi: collage su carta, ceralacca e collage su carta, fotografia.

Opere delle artiste:
Silvia Abbiezzi, Antonella Affronti, Anna Aurenghi, Roberta Barbieri, Clara Bartolini, Elisabetta Baudino, Giuliana Bellini, Rosetta Berardi, Luisa Bergamini, Natalia Berselli, Petra Bialas, Bicci, Maria Elena Borsato, Anna Boschi, Marina Buratti, Maria Amalia Cangiano, Marilù Cattaneo, Ada Celico, Silvia Cibaldi, Eleonora Cirant/Elisabetta Pagani, Emanuela Comparetti, Graziella Contessi, Marisa Cortese, Nicoletta Crocella, Caterina Davinio, Francesca De Lucia, Mirta De Simoni Lasta, Valeria Diamanti, Gabriella Di Trani, Fausta Dossi, Renata Galanti, Ornella Garbin, Maria Teresa Fata, Gretel Fehr, Giovanna Ferioli, Mavi Ferrando, Lupe Ficara, Monica Fiori, Giuditta Fontana, Eliana Frontini, Patrizia Gabriele, Silvana Gatta, Anna Rosa Faina Gavazzi, Sabrina Ghiri, Flavia Girardi, Helene Gritsch, Ornella Guazzetti, Kalamari, Marisa Keble, Jane Kennedy, Grazia Lavia, Patrizia Lonardi, Veronica Longo, Tania Lorandi, Marilena Maglio, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Silvia Majocchi, Maddalena Mauri, Elisa Mazza, Libera Mazzoleni, Maria Micozzi, Annalisa Mitrano, Patrizia Molinari, Sara Montani, Oriella Montin, Franca Munafò, Ester Negretti, Felice Alis Nusselein, Anna Olivares, Laura Oltolina, Jacqueline Orio, Daniela Pellegrini, Edy Persichelli, Miriam Piccicuto, Marilisa Pizzorno, Tiziana Priori, Antonella Prota Giurleo, Alina Rizzi, Serena Rossi, Lucrezia Ruggieri, Marina Sanchez, Evelina Schatz, Stefania Selmi, Gabi Summa, Micaela Tornaghi, Armanda Verdirame, Rosanna Veronesi, Maria Grazia Zanmarchi, Costanza Zappa


Galleria Quintocortile, Milano
9- 22 aprile 2008

Le opere sono anche pubblicate sul sito www.women.it/oltreluna



 WHERE I COME FROM

Mostra di taccuini d'artista organizzata nel mese di aprile 2008 dalla fondazione Andrè Demedtshuis, 
a Wielsbeke, Belgio.

Alina Rizzi partecipa col taccuino intitolato "Abito il mio tempo"







 LETTERE a Genova
 mostra

( "papiro" di Alina Rizzi )


LE ARIE DEL TEMPO
Associazione Culturale, via Lomellini 3/3, 16124, Genova, Italy
Tel: 00 39 0102468446 -
E-MAIL: info@leariedeltempo.it -
COMUNICATO STAMPA
 Lettere
A cura di Luisella Carretta, Marco Ercolani e Giuseppe Zuccarino.
Inaugurazione della mostra
6 marzo 2009 ore 17,00
con gli interventi di Stefano Bigazzi e Giuliano Galletta

presso la Sala Lignea della Biblioteca BERIO di Genova, Via Seminario,16 Italia

La mostra resterà aperta nei giorni feriali fino al 18 marzo 2009
dalle ore 16.00 alle 18.30.



In un’epoca in cui la corrispondenza tradizionale sembra in via di estinzione, sostituita da messaggi trasmessi solo per via telematica, e in cui pochi pensano ancora alla possibilità di scrivere una missiva a mano, può essere utile tornare a farlo, per una volta, in forma personale e inventiva. L’intento della mostra è quello di riportare l’attenzione sul genere «lettera», intesa come «frammento intimo», foglio sparso, appunto necessario a scandagliare l’animo umano con emozioni e pensieri pertinenti al processo creativo dell’artista. Scrive Rainer Maria Rilke a un’amica: «No, non lo faccio per lei, ma piuttosto per la “cosa”, per ciò che è il mio lavoro – finalmente in tutte le lettere c’è una traccia della sua intensità che vibra e si comunica; niente è perduto di ciò che ha vibrato una volta oltre un certo grado di intensità».
In collaborazione con:
Biblioteca Berio-Sezione di Conservazione e Ufficio Comunicazione Promozione Eventi
Culturali.
Copyright – Le Arie del Tempo 2009




LA PASSIONE PER IL DELITTO
 mostra

settima edizione
28 settembre - 12 ottobre 2008
VILLA GREPPI, Monticello Brianza (LC)

Libri e autori tra giallo e noir. Espongono alcune loro opere a tema: Gaetano Orazio, Keppel, Alina Rizzi, Umberto Torricelli, Sergio Schiavone. (Domenica 5 ottobre, Alina Rizzi legge il suo racconto OASI, vincitore del Premio Letterario Citta di Trieste 2007)
Dall'alto verso il basso, opere: "Baby Kalasnikow" (fotografia 2007), "Nicosia 2006" (collage su legno), "Amo la mia famiglia" (legno, piastrelle, oggetti).

 Dall'alto, opere: "Sposa" (polistirolo, tulle), "Sposa 2" (porcellana, lana, ceralacca, pizzo).




In Marcia per il Clima

7 Giugno 2008 - Milano
"UN SEGNO PER IL CLIMA"
a cura di SITART

tutte le immagini degli stendardi e della manifestazione su


Alina Rizzi e il suo stendardo "Prima che sia troppa plastica"





18 Marzo 2009
Giornata Mondiale dell'acqua
LEGAMBIENTE LOMBARDIA
in collaborazione con SITART
organizza

"Un segno per il clima"
Sai riconoscere l'acqua del rubinetto da quella in bottiglia?
In occasione della Giornata Mondiale dell'acqua Legambiente Lombardia, in collaborazione con MM (la società che gestisce l'acqua a Milano),
organizza giochi di degustazione per promuovere l'utilizzo dell'acqua pubblica.
L'evento si svolgerà: domenica 22 marzo 2009, dalle 10.00 alle 19.00
in Piazza Mercanti a Milano.
Saranno esposti i 40 stendardi creati da artisti italiani e stranieri coordinati da SITART e già esposti in occasione della marcia "Un segno per il cima"




COMO, 11 quadri e molte poesie

Libreria Punto Einuadi, COMO.

13 giugno 2008, h.20,30

Alina Rizzi presenta le sue poesie:

FROM MOGADOR (Dialogolibri 2008)
e
TU SEI UNO (Signum Edizioni d'Arte, 2007)
In esposizione anche 11 quadri dell'artista.
(Interviene la giornalista Katia Trinca Colonel)






 LETTURE A FUOCO LENTO 
mostra a Villa Greppi

Dall'11 al 20 aprile 2008 si è svolta a Villa Greppi (Monticello Brianza) la ressegna "LETTURE A FUOCO LENTO, cibo, libri e cultura alimentare". Hanno partecipato gli artisti Alina Rizzi, Livio Cazzaniga, Keppel, Paolo Menon, Gaetano Orazio, esponendo opere sul rapporto col il cibo, con la terra e l'acqua, sull'atto di nutrirsi.

Le 4 opere di Alina Rizzi, collage su legno, si intitolano:

CUORE VOTIVO
AUTORITRATTO
L'ANALISTA
NIENTE DI GRAVE.









CAMBIA DISCO

MOSTRA DI VINILI 2011

a cura di Marisa Cortese

CAMBIA DISCO
 
MOSTRA DI VINILI-33/45 giri 
Spazio espositivo: Villa Giulia - Pallanza VB
Vernissage: venerdì 11 marzo/ 2011-
Happening d’apertura dalle ore 17 alle 19.30
Finissage domenica 20 marzo ore18,30-20/ 2011 preceduto da un concerto a pagamento ore 16-18
Centoquaranta artisti tra locali e stranieri e più di duecento studenti, sia del territorio sia di altre scuole extraterritoriali si mettono in gioco con i linguaggi visivi più diversi elaborando un oggetto, il disco in vinile, icona degli anni 60/70, a dimostrazione che lo si può far rivivere nonostante sia ritenuto dai più quasi estinto. Gli si può ridare vita? La risposta viene dagli stati d’animo con cui sono stati elaborati e da quelli che suscitano in noi nell’osservarli: dal comico, al sociale, dal poetico fino al musicale che più gli appartiene….Nuove sperimentazioni e ricerche artistiche storicizzate dialogano tra loro nell’ambiente tra i più belli del Verbano: Villa Giulia.L’evento coniuga il “cosa” e il “dove”di memoria duchampiana, conferendo energia e dignità artistica ad oggetti, dai più considerati desueti e tecnologicamente arretrati, i quali rivivonoin un’atmosfera di eggerezza e bellezza.  
NUMERI: Opere arrivate 153 per 138 artisti , il 20% dal territorio,le altre sono pervenute da città e paesi italiani e stranieri, circa 85 diverse località; le più lontane:Venezuela, Thailandia, Oregon, Cina- ecc.
Opere arrivate dagli studenti 220 per complessive 15 classi di cui alcune fuori -del nostro territorio....
  
"Gira il mondo gira..." di Alina Rizzi 


DIRE FARE BACIARE

 confessioni femminili

VERNISSAGE 18 NOVEMBRE 2007 A COMO
presso Maspes Fiori e Piante

Alina Rizzi


(Collage su legno)







 
Mostra a Genova: FUOCO
giugno 2008 
 

Opera di Alina Rizzi: "Estate 2008" ( plastica, conchiglie, porcellana, tessuto)

Cari amici.
vi invito a visitare il sito delle Arie del Tempo
dove troverete la documentazione della mostra/evento
FUOCO/Luce ed energia dal solstizio d'estate
inoltre vi comunico che la mostra FUOCO sarà presente nella manifestazione internazionale SAF 08
 

venerdì 28 giugno 2013

DJUNA BARNES, autrice della notte


 
(“La foresta nella notte”, Adelphi, e “La passione”, Adelphi, di Djuna Barnes.)
Tempo fa, per caso, come quasi sempre mi accade coi libri delle donne, scoprii i racconti di Djuna Barnes intitolati “La passione”. Ricordo che mi colpì molto la musicalità delle parole, il ritmo dei testi, più che le storie narrate. Era una scrittura che si avvicinava molto alla poesia e che appariva di impianto prevalentemente autobiografico. C’era troppa passione, troppo coinvolgimento perché non immaginassi la scrittrice intenta a ripercorrere i propri vissuti, e quindi le proprie esperienze reali o oniriche che fossero. Comperai entusiasta il suo più celebre romanzo, “La foresta nella notte”, ma non lo aprii. Lo ritrovo ora, contagiata dall’entusiasmo dell’amica Francesca Mazzuccato, che ama molto quest’autrice americana.
In questo libro, come nei racconti, ritorna il linguaggio poetico, denso di metafore. La scrittura si fa ricca, opulenta, quasi incontenibile. L’autrice racconta accadimenti confusi e notturni, descrive personaggi folli e grotteschi, dipinge emozioni e stati d’animo travolgenti. Non c’è un vero inizio e una vera fine. I capitoli sono singoli racconti accomunati da personaggi che si perdono e si ritrovano più avanti o nel finale. E’ un libro scritto negli anni ’30, da una donna, e racconta della notte e dei suoi misteri, soprattutto nel capitolo intitolato “ Guardiano, com’è la notte?”, senza mitigare le emozioni più prepotenti o…sconvenienti. Le parole sono vere, brutali. La Barnes scrive “cesso“ e “merda”, come Henry Miller, come Anais Nin. Propone personaggi surreali e inquietanti fino a divenire oscura. Appare a tratti violenta e “maschile”, come celasse in sé un segreto rancore, il desiderio di un riscatto che rende le pagine taglienti e brutali. Eppure, descrivendo se stessa, rappresentata nel romanzo dal personaggio di Mara., parla di una donna appassionata e intensa, ma pronta a darsi e anche a sacrificarsi per amore. Una donna dunque più fragile, almeno apparentemente, di chi scrive. Ma forse è una caratteristica di alcune scrittrici “della passione”, quella di vedersi e raccontarsi fragili, sofferenti, deluse, dimenticando quanta forza occorra, invece, per scrivere di quei sentimenti e di quelle passioni, così misteriose e inquietanti.

ANAIS NIN & HENRY MILLER




                                                        LA PASSIONE CHE DIVORA
Siamo ancora capaci di vivere un'intensa storia d'amore, di lasciarci travolgere dai sentimenti, di perdere il controllo del cuore per immergerci nel delirio della passione? Di abbandonarci, come scriveva Montale recensendo "Un Amore" di Buzzati, a quel "sentimento amoroso che molti diranno patologico, ma che in realtà tutti gli uomini che non hanno gli occhi e il cuore foderato di una cotenna di lardo hanno almeno virtualmente provato" ?
Terra di incognite e tormenti, di brama e di esaltazione, la passione ha alimentato da sempre gli epistolari di poeti e scrittori che, immuni alla polvere del tempo, a noi giungono con tutta la carica poetica e sensuale che li generò.
Quelle che seguono, di Anais Nin ed Henry Miller, sono tratte dal volume "Storia di una passione" (Bompiani).


Clichy, 21 marzo 1932

Anais,
tutto quello che posso dire è che sono pazzo di te. Ho cercato di scrivere una lettera ma non ce l'ho fatta. Ti scrivo in continuazione - nella mia testa- e i giorni passano e mi chiedo che cosa penserai tu. Aspetto con impazienza di vederti. Martedì è troppo lontano. E non solo martedì - mi chiedo quando verrai e se passerai la notte con me. quando potrò averti per un bel po'? E' un tormento per me vederti solo poche ore, e poi dover rinunciare a te. Quando ti vedo, tutto quello che avrei voluto dirti se ne va in fumo - il tempo è così prezioso e le parole sono estranee. Ma tu mi rendi così felice perché posso finalmente parlarti. Amo la tua vivacità, i tuoi preparativi di fuga, le tue gambe come una morsa, il calore fra le tue cosce. Sì, Anais, voglio smascherarti. Sono troppo galante con te. Voglio guardarti a lungo e con ardore, toglierti gli indumenti, coccolarti, esaminarti. Lo sai che ti ho guardata appena? Sei rivestita ancora di una sacralità eccessiva.
La tua lettera, ah quegli svarioni! Mi fanno sorridere. E mi inducono anche ad adorarti. E' vero, non ti apprezzo abbastanza. Verissimo. Ma non ho mai detto che tu non apprezzi me. Devi esserci un errore, nel tuo inglese. Affermarlo sarebbe troppo egoistico da parte mia.
Anais, non so come dirti ciò che provo. Vivo in un perenne stato di attesa. Arrivi, e il tempo vola come in un sogno E' solo quando te ne vai, che mi rendo davvero conto della tua presenza. E allora è troppo tardi. Tu mi instupidisci.
Cerco di immaginarmi la tua vita a Louveciennes, ma non ci riesco. Walter Pach? Un ebbro sogno- e a parte questo non mi piace, non so dire perché. Il tuo libro? Anche questo sembra irreale. Soltanto quando tu arrivi e ti guardo, l'immagine si fa più chiara. Ma tu te ne vai così presto - non so che pensare. Sì, vedo con chiarezza la leggenda puskinniana. ti vedo con gli occhi della mente seduta su quel trono, gioielli attorno al collo, sandali, grandi anelli, unghie dipinte, strana voce spagnola intenta a vivere una sorta di menzogna che non è proprio una menzogna, piuttosto una fiaba.
Questa sera ha indossato i miei calzoni di velluto e mi sono accorto che sono macchiati. Ma in nessun modo riesco ad associare la macchia alla principessa di Louveciennes che tien corte con chitarristi, poeti, tenori e critici. Non ho fatto molti sforzi per togliere la macchia. Ti ho rivista entrare in bagno e appoggiare la testa sulla mia spalla. Non riesco a vederti intenta a scrivere An Unprofessional Study.
Tutto questo è un po' ebbro, Anais. Mi sto dicendo: "Ecco qui la prima donna con la quale posso essere assolutamente sincero." Ricordo che tu mi hai detto: "Potresti ingannarmi. E io non me ne renderei conto." Quando vado per i boulevard e ci penso - potrei ingannarti, sì, e mi piacerebbe farlo. Voglio dire che non posso mai essere completamente fedele - non è da me. Amo troppo le donne, o la vita - se le une o l'altra, non so. Ma tu ridi Anais, amo sentirti ridere. Tu sei l'unica donna che abbia il senso dell'allegria, una saggia tolleranza - semplicemente, dai l'impressione di spronarmi a tradirti. Ti amo per questo. E che cosa te lo fa fare - amore? Oh, è bello amare ed essere liberi allo stesso tempo.
Non so che aspettarmi da te, ma è qualcosa che ha del miracoloso. Intendo chiederti tutto, anche l'impossibile, perché tu mi incoraggi a farlo. Sei davvero forte. Mi piace persino il tuo inganno, il tuo tradimento. Mi sembra aristocratico. ( La parola "aristocratico" suona così male in bocca a me?)
Sì, Anais, pensavo come fare a tradirti, ma non ci riesco. Voglio te. Voglio spogliarti, involgarirti un tantino, ah non so quel che dico. Sono ubriaco perché tu non sei qui. Vorrei battere le mani e, voilà, ecco Anais. Voglio possederti, usarti. Voglio chiavarti, voglio insegnarti cose. No, non ti apprezzo, Dio me ne guardi! Forse voglio addirittura umiliarti un tantino - ma perché? perché? Perché non mi getto in ginocchio e mi limito ad adorarti? Non posso. Ti amo in allegria.
Questo ti va?
E, cara Anais, io sono tante cose. Tu ora vedi solo quelle buone - o, perlomeno, tu mi persuadi a crederlo. Ti voglio per un'intera giornata almeno. Voglio andare in giro con te, voglio possederti. Non sai quanto insaziabile io sia. O quanto vile. E quanto egoista!
Con te mi sono comportato sempre tutto ammodino. Ma ti avverto, non sono un angelo. Penso soprattutto di essere un po' sbronzo. Ti amo. Adesso vado a letto - mi costa troppa fatica restare sveglio. Ti amo. Sono insaziabile. Ti chiederò di fare l'impossibile. Che cosa sia, non lo so. Probabilmente tu me lo dirai. Sei più svelta di me. Amo la tua fica, Anais - mi fa impazzire. E il modo con cui pronunci il mio nome! Buon Dio, è irreale. Senti, sono proprio sbronzo. Mi fa male essere qui solo. Ho bisogno di te. Posso dirti qualsiasi cosa? Posso, sì? Vieni al più presto e chiavami. Godi con me. Serrami tra le tue cosce, riscaldami.
Henry

Louveciennes, 11 giugno 1932

(Henry,)
Cose che ho dimenticato di dirti: il quena è uno strumento simile a un flauto usato dagli indios sudamericani. E' fatto di ossa umane. Deve la sua origine all'adorazione che un indio nutriva per l'amata, e quando lei morì egli costruì un flauto con le sue ossa. Ha un suono più penetrante dei soliti flauti.
Che ti amo, e che quando mi sveglio al mattino uso la mia intelligenza per scoprire altri modi di apprezzarti.
Che quando torna June lei ti amerà di più perché io ti ho amato. Sono nuovi lauri sulla tua già coronatissima testa.
Che ti amo.
Che ti amo.
Che ti amo.
Sono diventata un'idiota proprio come Gertrude Stein. E' questo che l'amore combina alle donne intelligenti. Non sono più neanche capace di scrivere lettere.
Anais

Achensee, 5 agosto 1932

Henry,
amor mio, fai a pezzi la lettera che ti ho spedito ieri. Tra due carezze di Hugh, ti bramo disperatamente. Bramo la tua forza e la tua dolcezza, le tue mani, ogni cosa di te, e non so più quelle che ricordo e quelle che desidero. Ma mi fa impazzire immaginare, sentire o mettere per iscritto tutto questo con il volto di Hugh costantemente interposto tra me e la carta - "Fiorellino mio, che cosa stai scrivendo? A che cosa stai pensando? - Il suo trucco è di chiedermi ogni ora o giù di lì: "Mi ami?" Tutto questo mi tormenta e mi paralizza. Questa notte ho sognato che tornavo - forse ti piacerebbe venire a Louveciennes. Sarò sola in casa. Henry, Henry, ricordo ogni cosa - la giornata nei boschi, e la notte a Clichy, e il tosaerba. (Non importa quel che tu hai detto quella notte. Voglio che tu abbia da me l'esperienza di essere amato.)
Anais

Achensee, 6 agosto 1932
Oh Henry, sono rimasta così sconvolta dalla tua lettera, stamane. Quando l'ho ricevuta, tutti i sentimenti artificialmente repressi mi hanno travolto. Il semplice tocco della lettera è stato come se tu mi avessi preso tra le braccia, e adesso puoi capire che cosa ho provato leggendola. Hai detto tutto quanto poteva toccarmi e ero bagnata e a tal punto impaziente che farò di tutto per guadagnare una giornata.
Il biglietto che ti accludo, che ti ho scritto ieri sera due ore dopo averti spedito la mia lettera, ti aiuterà a capire quel che succede. Comunque, dovresti aver ricevuto il telegramma circa allo stesso tempo. Io ti appartengo! Avremo una settimana come mai ce la siamo sognata. "Il termometro scoppierà!" Voglio sentire ancora il tumultuoso pulsare dentro di me, il sangue impetuoso, ardente, il lento, carezzevole ritmo e l'improvvisa, violenta spinta, la frenesia delle pause quando odo il suono della pioggia…e come mi sussulta nella bocca, Henry. Oh, Henry, non riesco a sopportare di scriverti - ti voglio disperatamente, voglio spalancarti le gambe, mi sciolgo e palpito. Voglio fare con te cose talmente pazzesche che non so come dirle.
Hugo mi sta chiamando. Risponderò al resto della lettera questa sera.
Anais

SIBILLA ALERAMO, autografo


La poesia intitolata "Si alla terra" da il titolo ad una raccolta di versi pubblicata nel 1935 da Mondadori. Ho scovato il dattiloscritto originale, qui di seguito riprodotto, preso una libreria antiquaria di Roma. Il testo, come si può notare, riporta le correzioni iniziali fatte da Sibilla Aleramo e la sua firma in calce.
E' molto emozionante, per me come per tutti coloro che scrivono a amano visceralmente i libri, poter disporre di questo raro "reperto" e constatare le incertezze e i dubbi che attraversano la mente del poeta, qualunque poeta, anche dal successo consolidato, prima di consegnare una versione definitiva per la stampa. Tramite gli appunti personali si riesce ad avvicinare maggiormente l'autore alla sua opera, intravedendo nelle correzioni tutto l'impegno che accompagna un progetto letterario, ma anche la passione di chi scrive per il proprio faticoso "mestiere".